Informativa. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo
  • Modellismo

  • "Sa, Numero Uno, si è perso qualcosa a non giocare con i modellini. Erano la fonte di viaggi immaginari, ognuno dei quali aveva il suo tesoro di avventure. Equipaggiare il primo veicolo spaziale, far volare un aeroplano con una sola elica a tenerti nel cielo. Può immaginarlo?" - J.L. Picard

Enterprise NCC-1701 D

Indimenticabile Enterprise di Next Generation, la serie cha ha rilanciato Star Trek

Enterprise D

Enterprise NCC-1701 D

Enterprise serie classica

Enterprise TOS

USS Voyager

USS Voyager, dispersa nel lontano quadrante delta

USS Voyager

X-Wing

Sì, c'è anche Star Wars!

X-Wing

Prima di iniziare però occorre una nota. La creazione del modello è un processo artigianale che richiede l'uso di prodotti chimici comunemente in commercio nei negozi di modellismo o di belle arti. Non si tratta di prodotti pericolosi ovviamente, ma vanno utilizzati con tutte le più ovvie precauzioni (riportate in tutte le confezioni): non conservare alla portata di bambini, maneggiare utilizzando guanti in lattice, proteggere gli occhi (e naturalmente i vestiti!) e così via.

Il master

Per prima cosa, ho realizzato un "master" di una delle quattro pareti. Il master è un pezzo originale che verrà poi utilizzato per creare uno stampo. Il master della parete è ottenuto ritagliando un foglio di stirene dello spessore di circa 1 mm. Utilizzando fogli più sottili ho ricavato facilmente gli stipiti e i pannelli a finestra di cui le porte stesse sono fatte.

Master per una parete
Master per una parete

Lo stampo

Realizzato il master, mi sono dedicato alla realizzazione di uno stampo. Uno stampo è un calco del master stesso, con il quale è possibile realizzare un gran numero di copie dell'originale, utilizzando, in questo caso, una colata di resina epossidica. Esistono prodotti in commercio che permettono a chiunque di realizzare uno stampo in gomma siliconica. Ad esempio, io utilizzo la gomma siliconica GLS-50 della Prochima. La realizzazione non è comunque un'attività semplicissima, ma è ben documentata on line da ottimi video tutorial ai quali rimando, per cui non mi dilungherò sui dettagli. Giusto per dare un'idea, Il master viene posto coricato su un piccolo letto di plastilina. Il tutto viene circondato da una scatola provvisoria di plastilina o di cartone (oppure, realizzata con comuni costruzioni Lego™), in modo che il letto di plastilina con il pezzo si venga a trovare al fondo della scatola. All’interno della scatola si cola la gomma siliconica. Questa viene venduta in due distinti contenitori, quello della gomma vera e propria e quello del catalizzatore. Quest’ultimo serve ad addensare la gomma. Il processo di catalisi dura circa 18/24 ore.

Come si prepara l’impasto catalizzato? Io calcolo prima di tutto il volume approssimato da riempire: più o meno il volume della scatola. Di solito riporto in un bicchiere di carta il volume che mi occorre, facendo un segno sulla parete del bicchiere per indicare il livello da riempire. Si versa la gomma e successivamente il catalizzatore. La quantità di catalizzatore da aggiungere è paria al 5% in peso. Sulla confezione è indicato che per 100 gr di gomma occorrono 5cc di catalizzatore, ma occorre tenere presente che il peso specifico della gomma è 1,2 gr/cc.  Si aggiunge il catalizzatore e si mescola per un paio di minuti, lentamente e senza fare andare aria sotto l'impasto, in modo da non formare bolle, avendo cura di raschiare le pareti e il fondo in modo da assicurare che l'impasto sia omogeneo. Infine si versa la gomma catalizzata nella scatola.

Stampo per la parete
Stampo per la parete

 

Il pezzo

La parete vera e propria si ottiene colando la resina nello stampo. Di solito uso resina Prochima Sintofoam 1.1. La resina è costituita da due componenti, che vanno mescolate insieme in quantità esattamente uguali. Per mescolare si hanno a disposizione una ventina di secondi, dopo di che la resina inizia a solidificare. Prima che si addensi, deve essere quindi colata nello stampo. Di solito in 30/40 minuti il pezzo è asciutto e pronto per essere estratto dallo stampo. A questo punto, vanno rimossi con il taglierino gli avanzi di resina, mentre le imperfezioni vanno corrette con la levigatura e lo stucco. La superficie del pezzo in resina è piuttosto oleosa, quindi va lavata con sapone neutro prima di verniciarla.

Copia in resina della parete
Copia in resina della parete

  

Assembliamo

Il procedimento di copia viene ripetuto per il tetto e la base. Dopo l'incollaggio delle quattro pareti e della base (colla ciano-acrilato o epossidica), di solito procedo a una lunga, ulteriore rifinitura con stucco, per livellare gli angoli e riempire i vuoti che si formano in corrispondenza delle giunzioni. Procedo poi alla verniciatura di fondo, prima di incollare il tetto. Nella versione illuminata, utilizzo della resina epossidica, colata dall'interno, per simulare i vetri delle finestrelle e fissare il LED che provvederà all'illuminazione. La lampada posta sul soffitto è realizzata con filo di rame, un piccolo pezzo realizzato in materia verde (si tratta di uno stucco basato su due componenti, in vendita nei negozi di modellismo e adatto per scolpire piccoli dettagli) e un filo di fibra ottica.

 

Tardis assemblato, già verniciato con primer
Tardis assemblato, già verniciato con primer

La prossima volta, racconterò della pittura e realizzazione degli altri elementi del diorama.

Dopo più di trent’anni di girovagare nello spazio, desideravo regalare al popolo della base lunare Alpha un mondo abitabile, bello e calmo, senza alieni ostili o che non fosse fatto interamente di letale antimateria. Il sottoscritto aveva il desiderio di cimentarsi in un semplice diorama.

Diorami

Perché non creare un piccolo diorama dedicato al Dottor Who, visto che l’omonima serie é una delle serie di fantascienza più longeve della storia della televisione? Favorito dalla piccola scala 1/72, credo che realizzerò più di un diorama in cui la cabina blu sia un’ironica e inquietante protagonista.

Tardis

Se sei appassionato di fantascienza e anche di modellismo, la tua strada non può non incrociare la rotta dell’Enterprise "refit" in scala 1/350. Un simile modello, esagerato nelle dimensioni (90 cm di lunghezza), richiede tempo, pazienza e, cosa non trascurabile, una vetrina molto grande.

Scala grande

L’auto-costruzione, ovvero realizzare un modello da zero, creando i singoli pezzi invece di acquistare un kit, non è quasi mai necessaria. Talvolta però può accadere che non esista ancora in commercio un kit del modello che desideriamo realizzare. Con un po’ di pazienza, si può produrre un kit fatto in casa.

Auto costruzione

L’universo di Harlock. Malgrado il passare degli anni e il susseguirsi di vari OAV dedicati all’argomento, il caccia SW-190 è rimasto sempre invariato nel suo disegno base. Presentato in diverse versioni, questa versione “nera” equipaggiata per il pirata dello spazio in persona, mi ha molto affascinato.

Anime: Harlock/1

L’universo di Harlock. Vero e proprio personaggio della saga, l’Arcadia, nelle sue diverse versioni, testimonia come l’abilità di Leji Matsumoto nel rappresentare la tecnologia futuristica sia andata ben al di là della pura competenza figurativa, regalandoci disegni di navi e mezzi dotati di una fortissima personalità.

Anime: Harlock/2