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  • Green Arcadia

Questa è la mia interpretazione del Kit della Hasegawa dedicato all'Arcadia. Benché composto da numerosi pezzi, il kit è tutto sommato di facile assemblaggio perché gli sprue sono ben stampati e gli incastri sono estremamente precisi. La maggior parte del tempo impiegato è stato speso per la verniciatura.

Era mio desiderio allontanarmi dalla colorazione uniforme e sostanzialmente pulita dei disegni animati, perché ho sempre immaginato questa nave come un mezzo militare impegnatosi in molte battaglie. Come tale, desideravo un look "vissuto", con "ferite" evidenti e chiari segni del tempo trascorso. L'aspetto della versione vista nel CGI movie del gennaio 2014, mi ha fortemente influenzato.

Prima di verniciare il modello con una mano di primer, ho creato i danni da impatto insistendo nella zona di prua, anche perché, essendo questa meno ricca di dettagli, offriva superfici più ampie su cui lavorare. La grande prua con il teschio in effetti è usata come "ariete" per speronare e distruggere le navi nemiche.

Il danno è simulato scavando la superficie con una piccola fresa. Il pezzo già modificato viene dipinto con il primer e successivamente, solo in corrispondenza delle zone danneggiate, ho passato una mano di color alluminio. A questo punto ho verniciato il pezzo con il colore finale. Ultimo passo, con carta abrasiva finissima, ho raschiato leggermente i bordi dei punti di impatto, facendo ritornare alla luce il sotto-strato color alluminio. 

Sebbene scettico inizialmente, il risultato mi è sembrato credibile: la lamiera appare rientrata nella parte centrale dell'impatto. La vernice, schiacciata dall'enorme pressione rimane attaccata nel centro mentre si scrosta palesemente sui bordi.

Il modello è verniciato con due tonalità di verde. Come si usa nei modelli aeronautici, ho voluto evidenziare le giunzioni con l'air-brush nero, passato direttamente sul primer light grey. I singoli pannelli sono schiariti al centro, con una semplice lumeggiatura, in modo da aggravare l'effetto di invecchiamento e anche per conferire una certa profondità al modello. Una minuziosa lavatura a olio mi è servita per simulare lo sporco ed evidenziare ulteriormente le giunzioni.

Spigoli e parti mobili o comunque soggette a particolare usura (come i motori) sono state evidenziate con passate di alluminio a "pennello asciutto”.

Il castello di poppa e il finto ponte in legno sono stati verniciati con un colore base acrilico, e poi ho cominciato a evidenziare le decorazioni lumeggiando con colori a olio. La confezione prevedeva l'applicazione di decals dorate fornite a corredo, ma ho preferito evitare l'uso del colore oro e piuttosto ho lumeggiato il color legno.

La bandiera di poppa fornita con il kit ha uno spessore troppo sproporzionato rispetto alle dimensioni del modello, quindi l'ho fresata forse un po' maldestramente, riducendola a una sfoglia sottile di stirene. Il caso ha voluto che il conseguente e non previsto sfaldamento della plastica l'abbia fatta sembrare un tessuto strappato e sfilacciato... che fortuna!

Visto che il castello di poppa, con poche semplici modifiche, offriva spazio ed anche ragionevole protezione dalle perdite di luce, non ho voluto rinunciare a piazzare all'interno una coppia di led. Non ho mai visto gli alloggi del capitano a luce spenta (e sì che ho seguito tutte le serie e OAV), nemmeno durante le battaglie!

Le enormi turbine poste sotto la poppa offrivano spazio per montare led da 3 mm. Con l'aiuto di led ultra-brillanti, sono riuscito a illuminare dall'interno anche gli ugelli, sfruttando la trasparenza naturale dello stirene.

Un rimpianto. La gigantesca antenna posta sopra la torre della plancia è in realtà forata: me ne sono accorto rivedendo la sigla dell' OAV "Endless Odissey", ma ahimè, il modello era già terminato. Un'interessante modifica sarebbe stata quella di ricostruire il pezzo in modo che le antenne sembrino più realistiche. Si potrebbero realizzare in resina e con dell'alluminio sottile.