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  • Enterprise STXI

Nel settembre 2009 trovai in rete, liberamente scaricabili, alcuni disegni dell’enterprise di “Star Trek - il futuro ha inizio”. Ben lontani dall’essere un blueprint, questi disegni erano abbastanza accurati da rendere possibile una riproduzione. Con l’aiuto dei disegni, iniziai a intagliare nel legno una enterprise in scala 1/1000, e una volta realizzato il primo master, costruii una semplice macchina vacuumform e provai stampare il pezzo. Il risultato fu incoraggiante quanto bastava per continuare l’esperimento, e così realizzai un pezzo dopo l’altro tutti i componenti dell’enterprise.

Per mesi non fui neppure sicuro che sarei mai arrivato alla fine, figurarsi che soprattutto i primi tempi, non facevo che scolpire, mettere stucco, poi stampare, un pezzo alla volta: prima la sezione ingegneria, poi la sezione a disco, poi le gondole e le piccole parti come i piloni di sostegno. Soltanto durante la seconda fase, quando cominciai a dettagliare i pezzi ottenuti in acetato, cominciai a pensare che valesse la pena fare sul serio e andare fino in fondo.

Di seguito, riassumo il procedimento con il quale ho realizzato questo difficile modello.

1. Scultura delle singole parti in legno. 

2. Creazione delle parti in acetato, ottenute imprimendo su fogli di acetato le forme in legno. Il mio negozio di modellismo preferito dispone di fogli di acetato A4 il cui massimo spessore (quello da me utilizzato) è un millimetro. Sarebbe stato meglio disporre di fogli di stirene dello stesso formato ed anche di spessore 2 mm: lo spessore maggiore infatti garantisce una maggiore rigidità delle parti del modello, e inoltre lo stirene, in fase di dettaglio, è più lavorabile dell'acetato.

3. Aggiunta di dettagli, come finestre, rilievi ecc. Le finestre sono state ottenute forando lo scafo, e riempendo i fori, dopo la verniciatura, con colla a due componenti. i rilievi sono stati realizzati da fogli di stirene, o acetato o anche in resina. Un'attività fondamentale di questa fase è stata la pianificazione del montaggio, in cui ho realizzato tutte le modifiche e gli accorgimenti per far si che la varie semi-parti, una volta unite, avessero una buona possibilità di tenuta e offrissero ampi spazi invisibili dove piazzare la colla (colla epossidica, l'unica che mi pare funzioni con l'acetato), oltre al necessario "allineamento". Ho realizzato quindi dei contrafforti ritagliando i numerosi scarti delle stampe dei vari pezzi.

4. Verniciatura. Al solito ogni nave "trek" ha un suo colore in apparenza un po' difficile da definire, ma che a modello ultimato deve assolutamente rimandare al colore che si vede nello show. Basandomi sull'idea che la maggiore fonte di ispirazione per questa nave fosse quella di "The Motion Picture" (la sezione a disco è praticamente identica), ho ritenuto simile anche il colore base. In effetti la nave TMP ha una base bianca madreperlacea. Direi che lo scafo della nave di STXI è praticamente bianco opaco, senza sfumature madreperla, inscurita al solito dalla pannellatura azteca realizzata con diverse sfumature di grigio molto, ma molto light.

5. Illuminazione. Un circuito basato su integrato 555, al solito, con componenti per lampeggiamento di circa un secondo, e un numero davvero piccolo di LED per lo più radial beam. L'interno del modello è totalmente vuoto e, dopo l'obbligatoria verniciatura di bianco, è risultato parecchio collaborativo nel riflettere la luce.

6. Collettori di bussard e alloggio sensori del disco inferiore: queste parti le ho ottenute modificando i pezzi avanzati dal kit della enterprise TOS 1/1000. Erano la parti che servivano per realizzare la variante "episodio pilota/specchio". E' bastato rimuovere alcune parti e aggiungerne altre in stirene, ma i pezzi erano perfettamente adattabili. Incredibile quanto in realtà questa enterprise somigli alla classica!

7. Decals. Utilizzando dei font in stile "trek", ho creato delle immagini gif che poi ho modificato con un semplice programma grafico (paintbrush per mac, che oltretutto è freeware).